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venerdì 21 dicembre 2012

IL MAESTRO MIRCEA LUCESCU



Dovunque è andato tutti ricordano il suo calcio. Mircea Lucescu non è sicuramente fra quegli allenatori che non lasciano il segno. Lo spettacolo e la concretezza sono le basi del suo successo. Con lo Shakhtar sta impressionando l'Europa, ma è in Italia che ha lasciato un pezzo del suo cuore.


Ma partiamo proprio dal presente. Lucescu è arrivato a Donetsk ed ha cambiato tutto: 

Ho portato esperienza, fiducia, e la convinzione che si poteva vincere (esordisce nella sua lunga intervista ad 'Extratime' ). Arrivo io, e per 2 anni vinciamo il campionato contro la Dinamo Kiev. E non era facile, il loro presidente era pure presidente della federazione….

Adesso i gioielli brasiliani dello Shakhtar sono ricercati da tutta Europa. Il frutto di un'accurata politica societaria: 

Puoi fare come i grandi allenatori oggi: spendi 100 milioni e compri i 4-5 più forti. Ma così è facile. Il difficile è educare i giocatori, far capire loro dove sbagliano, caricarli. E nel frattempo penso al futuro. Se uno parte, ho già il sostituto pronto in casa, che per 1-2 anni ha lavorato per essere pronto.

Lucescu confessa anche di essere stato ad un passo da un colpaccio:

Ci ho provato pure con Neymar, a 16 anni. Devi lavorare per farli diventare professionisti per l'Europa, lì sono molto "allegri".

Ma eccoci all'Italia, dove il tecnico romeno ha guidato Pisa,Brescia, ecc..: 

Ero innamorato del vostro paese, stracciai anche un contratto firmato col Porto per restare. In Italia ogni squadra giocava un calcio diverso. Non c'era la federazione che ne imponeva uno, come in Spagna o in Francia. L'allenatore poteva creare, se aveva libertà di farlo. Ecco, quella spesso non c'era: i presidenti vivevano di calcio e ti facevano pressioni per far giocare l'uno o l'altro, per venderli.

Ecco infatti, secondo Lucescu, come funziona il calcio nel Belpaese:

Il campionato migliore era la B, il campionato degli allenatori. La A era il campionato dei presidenti, chi ha più soldi vince. La B italiana produce allenatori, quelli bravi devono andare lì. In Italia un allenatore non può essere protagonista, ha bisogno di tempo e titoli per essere stimato. I presidenti cercano di svicolare e cambiare tecnico per essere loro i protagonisti. Sono gelosi.

La critica del buon Mircea si trasferisce sulle italiane in campo internazionale: 

Avete snobbato un po' l'Europa. Per esempio, quando ho visto il Napoli che ha giocato in casa del Dnipro con le riserve ho detto: "Impossibile". Puoi cambiarne un paio ma non mezza squadra, così dai l'impressione che non ti interessa. L'Europa ti guarda, qui spesso sbagliate. I mezzi per risalire ci sono. Però vincere e piazzarsi bene non dev'essere un traguardo, ma una tappa per l'Europa.

La chiusura è tutta sulle grandi: 

Milan, Inter e Juventus. "I bianconeri sono un esempio da seguire: stadio di proprietà, serietà, atleti educati secondo lo spirito del club. Non gente che viene così, per un anno o due: li prendono giovani, crescono con la squadra, le danno tutto. Anche l'Inter ha preso questa via. Il Milan invece è rimasto col suo modo di pensare: li prende a fine contratto, di nome, pensa molto all'immagine e poco a costruire. Come fai a costruire con gente di 34-35 anni? Non saranno mai parte della tua anima.

A proposito di Juve. La sfida Champions con lo Shakhtar si avvicina:

La rispetto molto, ho seguito il processo che l'ha riportata in alto, fino ad avere di nuovo una squadra capace di lottare e vincere anche in Europa. E non lo fa solo coi giovani: guardate che motivazioni hanno gente come Pirlo o Buffon...

sabato 8 dicembre 2012

IL RITORNO DEL " LOCO " MARTIN PALERMO

                                          
L’esordio assoluto nella sua nuova carriera di tecnico alla Bombonera. Col Godoy Cruz. Per la prima volta nella sua vita Palermo sarà contento di essere in panchina. L’ex bomber boquense ( 236 gol con la maglia del Boca ) avrebbe dovuto cominciare la sua avventura a gennaio, ma i mendocini stanno andando male ed era necessaria una scossa immediata. Domenica scorsa l' esordio in casa terminato con un pareggio sul Quilmes.

Sarà un'emozione incredibile tornare alla Bombonera, " dovrò stare attento a non sbagliare spogliatoio" ha dichiarato qualche giorno fa. Del resto e ancora indelebile il ricordo di oltre un decennio passato nel club, mentre anche i tifosi si apprestano a dedicargli una super accoglienza. Nel quartiere Boca sembra che il tempo sia tornato a ritroso, si parla nuovamente di Palermo e si trovano ancora le sue maglie in vendita ( sia divise ufficiali che le più romantiche con la scritta " te amo Martin ") più curiosità di ogni genere. Quando si troverà davanti la statua eretta in suo onore, sicuramente proverà qualcosa dentro che nessun blog può descrivere! E contro troverà il presente del Boca, il fenomeno Viatri e Silva, che in tutti i modi provano con impegno e talento a far innamorare la loro "signora" domenica dopo domenica....ma si sa che i grandi amori non si dimenticano facilmente!!  Perciò stasera non se la prendano questi ragazzi del futuro, la "signora " non avrà attenzioni per loro.....ma sicuramente gli occhi lucidi e il cuore a mille, perché il Re e' tornato.

martedì 27 novembre 2012

PREMIER LEAGUEACCI la rubrica sul calcio inglese

Premier Leagueacci - La Rubrica sul calcio inglese
LA 13a GIORNATA


BIG MATCH

Chelsea-Manchester City inizia con il non benvenuto al nuovo manager dei blues Rafa Benitez. Fischi e cartelli contro l'allenatore, mentre al 16' una standing ovation saluta Roberto Di Matteo (16 come il suo numero di maglia da giocatore dei blues). La partita scorre via senza molte emozioni con un Chelsea chiuso in difesa e molto impacciato e un City incapace di far male. Nella ripresa, partita più vivace con occasioni soprattutto del City, ma i padroni di casa non corrono grossi pericoli: 0-0 finale per una partita che verrà ricordata più per la protesta dei supporters di casa che per il gioco.

AMARCORD

Le statue non si fanno solo per le persone che sono passate a miglior vita (un detto che non mi trova assolutamente d'accordo), ma nello sport si fanno anche per i vivi che hanno scritto la storia del sport o della loro squadra di appartenenza, come Michael Jordan, Oscar De La Hoya, Tony Adams. Un altro è sicuramente Sir Alex Ferguson.

Arriva dall'Aberdeen questo allenatore scozzese con un curriculum già sostanzioso, campionati e riconoscimenti nazionali, ma anche Coppa delle Coppe e Supercoppa europea, ma per i primi tre anni e mezzo non vince niente con la sua nuova squadra: il Manchester United.
La FA Cup del 1990 è il suo primo trofeo e da allora ne vince altri 37, allenando giocatori del calibro di Bryan Robson, Eric Cantona, David Beckham e Ryan Giggs.
Una delle sue più belle vittorie è sicuramente la prima Champions League, vinta 3-2 contro il Bayern Monaco con due gol a tempo scaduto, era il 1999. In sella da 26 anni con una passione e una professionalità che lo mettono senza dubbio sul tetto dei numeri uno, Sir Alex continua a stupirci. 

SORPRESA E CARRELLATA

La sorpresa è il WBA al terzo posto della classifica,una squadra senza nomi di rilievo ma con un gioco a tratti bello e sicuramente molto concreto.

Vittorie per il Tottenham nel derby con il West Ham e per lo United in rimonta contro un Qpr sempre più ultimo.
Vincono in casa Stoke City, Wigan e Southampton, pareggi a reti inviolate tra Aston Villa/Arsenal e Swansea/Liverpool e 1-1 per Everton e Norwich.
In trasferta vince solo il WBA.
Turno infrasettimanale mercoledi sera!!!!

STOKE CITY-FULHAM 1-0 (adam)

MANCHESTER UTD-QPR 3-1 (evans, fletcher, hernandez/mackie)
WIGAN-READING 3-2 (jordi gomez 3/morrison, al habsi autogol)
ASTON VILLA-ARSENAL 0-0
EVERTON-NORWICH CITY 1-1 (naismith/bassong)
SUNDERLAND-WBA 2-4 (gardner,sessegnon/gera, long,l ukaku, fortunè)
SWANSEA-LIVERPOOL 0-0
SOUTHAMPTON-NEWCASTLE 2-0 (lallana, ramirez)
CHELSEA-MANCHESTER CITY 0-0
TOTTENHAM-WEST HAM 3-1 (defoe2, bale/carroll)

mercoledì 21 novembre 2012

Fair Play, Scorrettezze, Antisportività: Luis Adriano (Shaktar Donetsk)


Ieri sera è successo qualcosa che ha dell'incredibile, lo Shaktar rilancia nella metà campo del Nordsjaelland la palla dopo un'interruzione e l'attaccante Luiz Adriano (dello Shaktar) prende palla e fa goal riportando il risultato sul pareggio. Goal ovviamente convalidato, ripreso il gioco lo Shaktar sembra fermo e voler fare segnare il Nordsjaelland ma un giocatore dello Shaktar interrompe l'azione. Pareggio riagguantato con il minimo sforzo e con una buona dose di slealtà.

Non sono di certo uno di quelli che fermerebbero il gioco a ogni piccolo contrasto, anzi mi piace quando la partita è scorrevole ma sempre nei limiti del regolamento, il Fair Play significa rispettare l'avversario nel non fare falli ma anche nel non simularli.
Detto questo, inoltre i danesi non mi sembrano il tipo di giocatori abituati a fare finte cadute, simulazioni o a svenire improvvisamente in campo.
Con un numero di questo tipo, in altri campi, probabilmente il buon Luiz Adriano non sarebbe tornato a casa tranquillo.
Penso non si possa fare niente per ripiegare a questo fattaccio, certo che cose del genere non si dovrebbero vedere, soprattutto a certi livelli, perchè oltre a far passare cattivi insegnamenti falsano i risultati delle partite e dei valori in campo.

Per vederlo con commento italiano, cliccate qui.

PREMIER LEAGUEACCI: la rubrica sul calcio inglese‏

Abbiamo l'onore, da questa settimana di ospitare una rubrica interamente dedicata alla Premier League che conterrà analisi delle partite, curiosità, storia e molto altro, il tutto curato da Ligacci.

Buona lettura.


BIG MATCH

La 12a giornata si è aperta col derby del nord di Londra tra Arsenal e Tottenham. Partenza scoppiettante del Tottenham che va in vantaggio con l'ex Adebayor al 10' del primo tempo, ma come suo solito dopo 5' si fa espellere con un' entrata assassina su Cazorla.
Da quel momento i gunners giocano un calcio che non si vedeva dall'anno scorso e in mezz'ora segnano con Mertesacker di testa, Podolski e Giroud (5 gol nelle ultime 5 partite).
Nella ripresa continua il monologo dei padroni di casa con le reti di Cazorla e Walcott, nel mezzo il gol di Bale.
Fischio finale e festa per i gunners che bissano il successo per 5-2 come la passata stagione.

AMARCORD

Il primo derby di londra si disputa nel 1887, fu sospeso per oscurità e sorrise al Tottenham col punteggio di 2 a 1.

SORPRESA E CARRELLATA

La sorpresa è senza dubbio la sconfitta dello United in casa del Norwich per 1-0 con il gol dell'ex Pilkington, bocciata la coppia Van Persie-Hernandez dall'inizio.
Tutto facile per Manchester City e Liverpool che vincono rispettivamente 5-0 (2 di Tevez e Aguero) e 3-0 (2 di Suarez), vittorie casalinghe di Reading e WBA con Everton e Chelsea (sorprese anche queste), pareggio tra West Ham e Stoke City e vittorie in trasferta per Southampton, Swansea e Sunderland.

ARSENAL-TOTTENHAM 5-2 ( mertesacker,podolski,giroud,cazorla,walcott/adebayor,bale)
LIVERPOOL-WIGAN 3-0 (suarez2,josè enrique)
MANCHESTER CITY-ASTON VILLA 5-0 (silva,aguero2,tevez2)
NEWCASTLE-SWANSEA 1-2 (ba/michu,de guzman)
QPR-SOUTHAMPTON 1-3 (hoilett/lambert,puncheon,ferdinand aut.)
READING-EVERTON 2-1 (le fondre2/naismith)
WBA-CHELSEA 2-1(long,odemwingie/hazard)
NORWICH-MANCHESTER UTD 1-0 (pulkington)
FULHAM-SUNDERLAND 1-3 (petric/fletcher,cuellar,sessegnon)
WEST HAM-STOKE CITY 1-1 (o'brien/walters)