Visualizzazione post con etichetta portiere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta portiere. Mostra tutti i post

giovedì 7 febbraio 2013

I PORTIERI DEL FUTURO


Ecco dove nascono i portieri del futuro, ne parla Giacomo Zunico



In Italia c’è una grande tradizione di portieri, ma anche in questo ruolo c’è stata un’invasione di stranieri, sia nelle prime squadre che nei settori giovanili. La redazione di IamNaples.it ha intervistato Giacomo Zunico, ex portiere di Lecce, Brescia, Parma, Cosenza, che ha fondato una scuola calcio specializzata nella formazione dell’estremo difensore.

Quando è stata fondata la vostra scuola calcio Academy goalkeepers?

“E’ stata fondata nei primi giorni di settembre del 2012”

Com’è composto il suo organigramma?

“Nella struttura ci sono: Fabio Amodio, Tommaso Di Maio e Francesco Secondo, tutti ex portieri che collaborano con me. Sono il supervisore di un lavoro di squadra dedicato a chi s’iscrive alla nostra scuola di portieri”.

Quanti ragazzi sono iscritti all’Acadmy goalkeepers?

“In totale sono iscritti una ventina di ragazzi, molto piccoli d’età, dal 2003 ai 2005”

Che tipo di allenamento si fanno per i portieri nella vostra scuola calcio?

“Si effettua un lavoro specifico, dal pre-agonistico che serve per farli arrivare pronti alla fase successiva che è l’agonistico. Durante il pre-agonistica si effettua un lavoro più leggero arrivando fino a quattro ripetute, mentre durante l’agonistico invece i tempi sono più pesanti, in alcuni momenti sono massacranti e si arriva addirittura a dieci ripetute”.

Nella vostra struttura i genitori come si comportano?

“Si comportano bene, non sono ossessivi nei confronti dei loro figli. Rispettano le nostre regole: non possono entrare in campo e non possono discutere sulle questioni tecniche”.

Quando si dice che il portiere è un ruolo marginale, si tratta una diceria o in fondo c’è qualcosa di vero?

“Ho deciso di fondare questa scuola calcio perché avevo notato che il valore del ruolo del portiere stava man mano scemando e mi piacerebbe far capire ai ragazzi che l’estremo difensore è molto importante. In Italia ci sono sempre più portieri stranieri, mentre penso che nel nostro paese abbiamo una scuola di numeri uno molto valida. A Napoli c’è un bacino abbastanza grande per far crescere i portieri del futuro e sono sicuro che riusciremo nel nostro intento”.

Come vengono preparati i portieri.  Si fanno delle partitelle o li fate partecipare a qualche campionato?

“Molto spesso prendiamo i ragazzi dalle altre scuole calcio, li troviamo già pronti e il nostro scopo è farli crescere e maturare sempre di più di anno in anno”.

Come date spazio agli osservatori che vengono a vedere i vostri ragazzi?

“Quando c’è qualche manifestazione o gli stage nel periodo estivo facciamo venire alcuni addetti ai lavori per osservare la crescita dei nostri ragazzi e mostrare loro i nostri metodi. Sembrano apprezzare molto il nostro lavoro, c’è da sottolineare che abbiamo dei portieri agonistici che sono di buon livello, i più bravi della Campania”.

Che rapporti avete con il Calcio Napoli o con altri club?

“Noi lavoriamo su più fronti con molti club. Avendo militato in squadre come: Brescia, Lecce, Parma, vantando trascorsi in serie A e in B, ho la possibilità di far venire molti osservatori a vedere il nostro lavoro e con un po’ di tempo il nostro augurio è di fare un ottimo lavoro per questi ragazzi”.

Intervista a cura di Alessandro Sacco

venerdì 1 febbraio 2013

5 CONTRO 5: LAION IL PORTIERE GOLEADOR





Laion Sacoman de Freitas, portiere con uno spiccato senso per il gol, è nato il 28/05/1989 a Foz do Iguaçu, nello stato di Paranà in Brasile. Quest'anno difende i pali del Kaos Bologna.

Anche lui, come mister Capurso e il bomber Kakà, arriva da Bisceglie, dove nella passata stagione ha segnato ben 11 gol, affermandosi come uno dei migliori estremi difensori della massima serie e attirando l’interesse di mezza serie A.
Laion è uno dei tanti giocatori scoperti dal manager Leopoldo Capurso. 

“L’ho notato a Umuarama, dove giocava, e l’ho portato con me a Bisceglie.

Lo conosco dal 2007 e in questi anni l’ho visto crescere costantemente, anno dopo anno, e in questo ci ha messo veramente tanto di suo. Tra i pali è diventato fortissimo, inoltre ha dimostrato personalità e carattere, affinando anche le sue di goleador come dimostrano le undici reti della scorsa stagione”. Con Laion e Kakà, Capurso ritrova due punti fermi del suo Bisceglie. “
Con Laion – spiega – lavoro molto come quinto di movimento, un atteggiamento tattico che uso da tempo, fa girare bene la palla , ha piedi ottimi e pure un gran tiro”

Ventitrè anni da poco compiuti, ma esperienza da vendere per il numero uno del Kaos Bologna. 

“A vent’anni era già titolare in A: nonostante la giovane età, parliamo di un giocatore completo, di grande esperienza. È senza dubbio uno dei migliori portieri in circolazione e non a caso tanti erano interessati a lui; sono contento perché ha accettato di continuare a lavorare con me e ha sposato il progetto che sta portando avanti la società”.

Laion e Capurso, tanti anni trascorsi insieme, e un  soprannome – Cabezao – che il mister gli ha affibiato dal primo momento. 

“Ha la testa grossa e fin dall’inizio l’ho sempre chiamato Cabezao. In campo a volte è genio e sregoltezza, ha la pazzia tipica del portiere e di situazioni particolari in questi anni ce ne sono state tantissime. Ma pur avendo la testa dura, ha imparato ad ascoltare, e ora si è un po’ ammorbidita. In futuro penso possa ambire a giocare in Nazionale, assieme a Mammarella”.

Scritto da Stefano Capitani