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venerdì 1 febbraio 2013

ZEMAN


La Roma, di Zeman, è sempre argomento di grandi dibattiti. I giocatori fino a ieri erano con l'allenatore, messo in dubbio dalla società. Ma poi arriva un buon Cagliari, squadra di qualità e in tre minuti va in vantaggio. La Roma tenta di recuperare, ci riesce con Totti ma si sbilancia innumerevoli volte, non c'è pressing a centrocampo, la difesa perde ogni marcatura, i difensori non sono mai convinti sul pallone nel contrasto, neppure l'attacco gioca come dovrebbe, si incaponisce contro la difesa e lascia palloni per le ripartenze, niente di quello che ci si aspetta da una squadra di Zeman neanche in attacco, passaggi filtranti inserimenti ecc...
Affascinante e romantica la filosofia calcistica del boemo, chi più ne fa, vince, dettato all'attacco e al bel gioco dove se tutti i movimenti sono perfetti e nella partita non si hanno amnesie si vince per di più facendo spettacolo.
Purtroppo, mi dispiace dirlo, capita anche che Goicoechea faccia un autogoal da cineteca, e che ad alcuni giocatori manchi il mordente. E' proprio su questo punto che voglio andare a concentrarmi.
Alle squadre di Zeman manca il mordente, manca l'intensità sull'avversario e l'attenzione nella fase di contenimento. Manca un direttore in panchina che sappia motivare per 90 minuti gli undici in campo tenendoli sempre sulle spine e con gli occhi a 360° a controllare ciò che accade, manca il sacrificio del singolo per il gruppo, manca la capacità del tecnico e della squadra di cambiare IN POSITIVO il corso della partita.
Non vado oltre, chiudo ricordandovi che in 30 anni di carriera Zeman ha vinto 1 titolo nel campionato C2 con il Licata e due campionati di Serie B con Foggia e Cagliari, tutto qui.
Lascio a voi, l'ardua sentenza.

lunedì 14 gennaio 2013

Gabriel Batistuta: la leggenda


Come promesso,

sveliamo la soluzione al quesito della passata settimana, ovvero: chi è l'unico giocatore ad aver segnato almeno una tripletta in due diverse edizioni di coppa del Mondo?
Trattasi del celebre Gabriel Omar Batistuta, ex puntero di Boca, Fiorentina e Roma, nonché recordman di gol con la sua nazionale, l'Argentina, e scusate se è poco.


Batigol ha segnato una tripletta contro la Grecia nel 1994 e replicato nel successivo torneo, contro la Giamaica... ha partecipato a tre edizioni dei Mondiali: negli USA ('94) l'Argentina viene eliminata dalla Romania di Hagi agli ottavi di finale (ricordiamo l'apparizione, con successiva squalifica, di Maradona), nel '98 dall'Olanda ai quarti con uno dei più bei gol di sempre (di Dennis Bergkamp) e nel 2002 esce addirittura nella fase a gironi contro Svezia e Inghilterra...

Le statistiche dicono che Batistuta ha segnato 58 gol in 78 presenze in maglia albiceleste lungo 11 anni di carriera in nazionale (Messi fermo a 31, Crespo e Maradona a 35).
Con 152 gol in Serie A è anche il top scorer di sempre della Fiorentina, per la quale ha realizzato 207 gol in 332 partite.

Nonostante queste cifre mostruose, nel suo "palmares" troviamo quasi solo trofei minori:

1 Campionato argentino


1 Coppa Italia

1 Campionato italiano
2 Supercoppa italiana

2 Coppa America

1 Confederations Cup

Tutto ciò per dire che Gabriel Batistuta è stato uno degli "ultimi romantici", vale a dire un giocatore dotato prima ancora che di talento, di un'incredibile forza di volontà e di un cuore immenso, che lo hanno portato a fare la fortuna di squadre come Roma e Fiorentina, che non vincevano da tantissimo tempo. 
Guardatevi questo video. Grazie Gabriel!



Occhio al nuovo sondaggio!